Carenza ed eccesso di ferro nelle piante di cannabis
La carenza e l’eccesso di ferro nelle piante di cannabis possono influire sul colore, sulla crescita e sullo sviluppo generale della pianta. Il ferro è un micronutriente essenziale per mantenere una buona attività metabolica, favorire la formazione della clorofilla ed evitare problemi di ingiallimento nelle foglie giovani.
Questo articolo fa parte del blog informativo di Hydroponics Blanes. Ricordiamo che NON vendiamo marijuana con THC. Nel nostro negozio online troverai prodotti per l’autocoltivazione, come fertilizzanti, nutrienti, sistemi di illuminazione per coltivazione indoor, grow box, estrattori, misuratori di pH ed EC, substrati e accessori per la cura delle piante.
Qual è la funzione del ferro nelle piante di cannabis?
Il ferro nelle piante di cannabis partecipa a processi molto importanti per la vita vegetale. Anche se non fa parte direttamente della clorofilla, è necessario affinché la pianta possa formare correttamente la clorofilla. Per questo motivo, quando esiste una carenza di ferro, le foglie più giovani tendono a perdere colore e a mostrare tonalità gialle tra le nervature.
Il ferro interviene anche nella respirazione cellulare, nell’attività di diversi enzimi e nel metabolismo generale della pianta. Una pianta con una buona disponibilità di ferro avrà maggiore facilità nel mantenere una crescita attiva, foglie verdi e una risposta più stabile allo stress ambientale.
Una caratteristica importante del ferro è che viene considerato un nutriente poco mobile all’interno della pianta. Ciò significa che, quando manca, la pianta non riesce a spostarlo facilmente dalle foglie vecchie verso quelle nuove. Per questo motivo, la deficienza di ferro nella cannabis compare di solito prima sui germogli giovani e nella parte superiore della pianta.

Carenza di ferro nelle piante di cannabis
La carenza di ferro nella cannabis non compare sempre perché manca ferro nel substrato. In molti casi, il ferro è presente, ma la pianta non riesce ad assorbirlo. Questo accade spesso a causa di un pH troppo elevato, eccesso di sali, bassa ossigenazione nelle radici, temperature fredde nella zona radicale o squilibri con altri nutrienti.
Nelle coltivazioni indoor, questo problema può comparire quando si utilizza acqua molto calcarea, quando il substrato diventa alcalino o quando la soluzione nutritiva non è ben regolata. Per questo motivo, misurare il pH dell’acqua di irrigazione e l’EC in coltivazione indoor è essenziale per prevenire blocchi nutrizionali.
Sintomi di carenza di ferro nella cannabis
Il sintomo più caratteristico della carenza di ferro è la clorosi ferrica. Questa clorosi si manifesta come un ingiallimento nelle foglie giovani, soprattutto tra le nervature. All’inizio, le nervature tendono a rimanere verdi, mentre il resto della foglia perde intensità di colore.
Se il problema avanza, le foglie nuove possono diventare gialle, quasi bianche o assumere una tonalità molto pallida. Anche la crescita può rallentare, i germogli possono diventare più deboli e la vitalità generale della pianta può diminuire. Nei casi gravi, le foglie possono presentare zone secche o necrosi.
Un modo pratico per distinguere la deficienza di ferro da altre carenze è osservare dove compare per prima. La mancanza di ferro tende a iniziare nelle foglie nuove. Al contrario, carenze come quella di magnesio o azoto si notano spesso prima nelle foglie vecchie o nelle zone inferiori della pianta.
Cause della carenza di ferro
Per correggere correttamente una carenza di ferro nelle piante di cannabis, è necessario identificare prima la causa. Aggiungere più fertilizzante senza verificare l’origine del problema può peggiorare la coltivazione, soprattutto se esiste già un accumulo di sali o un blocco nutrizionale.
pH troppo elevato
Una delle cause più frequenti è un pH troppo elevato. Quando il pH del substrato o della soluzione nutritiva sale oltre l’intervallo adeguato, il ferro diventa meno disponibile per la pianta. In terra, è consigliabile mantenere il pH in un intervallo approssimativo tra 6,2 e 6,7. In cocco o idroponica, di solito si lavora tra 5,6 e 6,2.
Acqua molto calcarea o ricca di bicarbonati
L’acqua dura, con livelli elevati di calcare o bicarbonati, può favorire il blocco del ferro. Questo tipo di acqua tende ad aumentare il pH del substrato nel corso delle irrigazioni. In questi casi, può essere consigliabile utilizzare acqua osmotica o mescolare acqua osmotica con acqua del rubinetto per ridurre la durezza.
Eccesso di calcio, manganese, zinco o rame
Un eccesso di alcuni minerali può interferire con l’assorbimento del ferro. Il calcio in eccesso, il manganese, lo zinco o il rame possono competere con il ferro e provocare una clorosi ferrica, anche quando il nutriente è presente nel mezzo di coltivazione.
Radici deboli o danneggiate
Le radici giovani e sane assorbono meglio il ferro. Se l’apparato radicale è danneggiato da eccesso di irrigazione, mancanza di ossigeno, temperature basse, funghi o drenaggio insufficiente, la pianta avrà più difficoltà ad assorbire micronutrienti.
Eccesso di sali nel substrato
Una EC troppo elevata può bloccare l’assorbimento dei nutrienti. Quando i sali si accumulano nel substrato, le radici funzionano peggio e la pianta può mostrare sintomi di carenze anche se riceve fertilizzante.
Tipi di chelati di ferro
I chelati di ferro sono forme di ferro preparate per migliorare l’assorbimento del nutriente. Il chelato protegge il ferro e lo aiuta a rimanere disponibile più a lungo nella soluzione nutritiva o nel substrato.
Fe-EDTA
Il Fe-EDTA funziona meglio in intervalli di pH bassi o moderati. È utile quando il pH si mantiene sotto 6,5, ma può perdere efficacia in mezzi più alcalini.
Fe-DTPA
Il Fe-DTPA offre maggiore stabilità rispetto all’EDTA in intervalli vicini a pH 7. Può essere una buona opzione per coltivazioni in cui il pH tende a salire leggermente o quando si lavora con acque un po’ dure.
Fe-EDDHA
Il Fe-EDDHA è uno dei chelati più stabili a pH elevati. È molto utilizzato quando esistono problemi di alcalinità o quando la pianta presenta una carenza chiara e il ferro si blocca facilmente.
Come correggere una carenza di ferro nella cannabis
Per correggere una carenza di ferro nella cannabis, la cosa più importante è agire con metodo. Prima è necessario verificare il pH, l’EC e lo stato delle radici. Successivamente, si può valutare l’utilizzo di un prodotto con ferro chelato o di un correttore completo di micronutrienti.
Misurare il pH e l’EC prima di applicare prodotti
Prima di aggiungere nutrienti, è consigliabile misurare il pH dell’acqua di irrigazione e, se possibile, il pH del drenaggio. È anche raccomandabile controllare l’EC per sapere se esiste un eccesso di sali. Se l’EC è troppo elevata, aggiungere più fertilizzante può peggiorare il blocco.
Aggiungere ferro chelato
Quando i sintomi sono chiari, si può aggiungere ferro chelato tramite irrigazione o applicazione fogliare, rispettando sempre la dose indicata dal produttore. I nuovi germogli dovrebbero migliorare progressivamente se il problema aveva origine nella scarsa disponibilità del ferro.
Migliorare l’ossigenazione delle radici
Un apparato radicale sano è essenziale per assorbire ferro. Conviene evitare ristagni d’acqua, utilizzare substrati aerati, regolare la frequenza di irrigazione e mantenere una buona temperatura nella zona radicale.
Utilizzare enzimi e stimolatori radicali
Gli enzimi per coltivazione aiutano a mantenere il substrato più pulito, eliminando resti di radici morte e materia organica in decomposizione. Gli stimolatori radicali favoriscono un apparato radicale più attivo, un aspetto molto importante per prevenire blocchi di ferro e di altri micronutrienti.
Eccesso di ferro nelle piante di cannabis
L’eccesso di ferro nelle piante di cannabis è meno frequente della carenza, ma può comparire quando si abusa di correttori, chelati o fertilizzanti con micronutrienti. Può anche verificarsi in coltivazioni con forti squilibri di pH o accumulo di sali.
Quando esiste troppo ferro disponibile, la pianta può subire tossicità e, inoltre, possono comparire blocchi di altri nutrienti. Per questo motivo, non è consigliabile applicare ferro in modo preventivo se non esistono sintomi chiari o se i valori di pH ed EC non sono stati verificati in precedenza.
Sintomi di eccesso di ferro
I sintomi di eccesso di ferro possono includere ingiallimento irregolare, macchie marroni o rossastre, foglie con aspetto bruciato, riduzione della crescita e radici danneggiate. In alcuni casi, la pianta può presentare un aspetto generale di sovrafertilizzazione, con punte bruciate e perdita di vigore.
Può anche aumentare la sensibilità a malattie o stress ambientale. Quando una pianta presenta un eccesso di un micronutriente, l’equilibrio generale si rompe e l’assorbimento di altri elementi viene compromesso.
Come correggere un eccesso di ferro
Se sospetti un eccesso di ferro nella cannabis, la prima cosa da fare è interrompere l’applicazione di prodotti che contengano ferro o miscele di micronutrienti. Dopo, è consigliabile misurare il pH e l’EC del drenaggio per sapere se esiste accumulo di sali nel substrato.
Eseguire un lavaggio delle radici
In caso di sovrafertilizzazione, può essere necessario effettuare un lavaggio delle radici. Per farlo, si può irrigare con acqua regolata al pH corretto, utilizzando circa tre volte il volume del vaso. Per esempio, per un vaso da 10 litri, si possono usare circa 30 litri d’acqua.
Dopo il lavaggio, è consigliabile applicare una fertilizzazione leggera e osservare la risposta della pianta per diversi giorni. Non conviene tornare immediatamente a dosi elevate di fertilizzante.
Applicare enzimi dopo il lavaggio
Dopo un eccesso nutrizionale, gli enzimi possono aiutare a pulire il mezzo e a migliorare il recupero delle radici. Questo tipo di prodotto è molto utile quando ci sono resti di sali, radici danneggiate o materia organica accumulata.
Prodotti consigliati per prevenire carenze ed eccessi di ferro
Per prevenire la carenza e l’eccesso di ferro nelle piante di cannabis, la cosa più efficace è lavorare con strumenti di controllo e prodotti ben dosati. Da Hydroponics Blanes puoi trovare tutto il necessario per mantenere una coltivazione equilibrata.
Misuratori di pH ed EC
Un misuratore di pH e un misuratore di EC sono indispensabili nella coltivazione indoor. Aiutano a regolare l’acqua di irrigazione, controllare la soluzione nutritiva e individuare gli eccessi prima che compaiano sintomi gravi.
Correttori di pH
I prodotti pH Down e pH Up permettono di mantenere la soluzione nutritiva all’interno dell’intervallo adeguato. Un pH ben regolato migliora la disponibilità del ferro e riduce il rischio di blocchi.
Ferro chelato e micronutrienti
Un prodotto con ferro chelato può essere utile quando compaiono foglie giovani gialle con nervature verdi. Si possono anche utilizzare complessi di micronutrienti per mantenere un apporto equilibrato di ferro, zinco, manganese, rame e altri elementi essenziali.
Enzimi per radici
Gli enzimi per coltivazione indoor aiutano a mantenere il substrato pulito e favoriscono una migliore attività radicale. Sono particolarmente consigliati dopo eccessi di fertilizzazione o quando la coltivazione ha subito un accumulo di sali.
Stimolatori di radici
Gli stimolatori radicali aiutano a sviluppare radici nuove, sane e attive. Questo migliora l’assorbimento del ferro e di altri nutrienti essenziali durante la crescita e la fioritura.
Fertilizzanti completi per coltivazione indoor
Utilizzare una gamma di fertilizzanti per coltivazione indoor ben formulata aiuta a evitare squilibri. L’ideale è combinare una base di crescita, una base di fioritura e gli additivi necessari in base alla fase della pianta, seguendo sempre la dose consigliata.
Consigli per evitare problemi con il ferro
Il modo migliore per evitare problemi con il ferro nelle piante di cannabis è mantenere una coltivazione stabile. Verifica il pH a ogni irrigazione, controlla l’EC, evita accumuli di sali e non mescolare troppi prodotti senza necessità.
Conviene anche curare l’ambiente di coltivazione. Una temperatura adeguata, buona ventilazione, umidità controllata e illuminazione equilibrata aiutano la pianta ad assorbire meglio i nutrienti. Nelle coltivazioni con illuminazione LED per coltivazione indoor, la pianta può avere un metabolismo più attivo, quindi il controllo della nutrizione e dell’irrigazione diventa ancora più importante.
L’osservazione quotidiana è uno dei migliori strumenti del coltivatore. Se compaiono foglie nuove gialle, nervature verdi, crescita lenta o macchie strane, verifica prima il pH, l’EC, il drenaggio e le radici prima di aggiungere altro fertilizzante.
Acquistare prodotti per correggere carenze da Hydroponics Blanes
Da Hydroponics Blanes troverai prodotti per prevenire e correggere problemi nutrizionali: fertilizzanti, nutrienti per coltivazione indoor, ferro chelato, correttori di pH, misuratori, enzimi, stimolatori di radici, substrati, sistemi di illuminazione, ventilazione e accessori di coltivazione.
Se devi correggere una carenza di ferro o controllare un possibile eccesso di ferro, la cosa più consigliabile è verificare prima i parametri di base della coltivazione. Con pH, EC e radici sotto controllo, sarà molto più facile recuperare l’equilibrio nutrizionale e mantenere piante più sane, verdi e resistenti.
