Preparare olio di cannabis fatto in casa tramite infusione in un olio vegetale è uno dei modi più semplici per combinare i componenti della pianta con una base grassa come olio d’oliva o olio di cocco. In questa guida spieghiamo il principio, il materiale necessario, i punti essenziali del procedimento e le precauzioni da tenere in considerazione. Prima di iniziare, è importante distinguere due procedimenti che spesso vengono confusi. Preparare un olio vegetale infuso con cannabis è molto diverso dal realizzare un’estrazione concentrata utilizzando alcoli o altri solventi. Questa guida è dedicata esclusivamente al primo metodo. Non consigliamo di effettuare in casa evaporazioni di etanolo, alcol isopropilico o altri solventi infiammabili.

Che cos’è l’olio di cannabis?
Quando parliamo di olio di cannabis fatto in casa nell’ambito di una ricetta per infusione, ci riferiamo a un olio vegetale, generalmente olio d’oliva o di cocco, utilizzato come base grassa per incorporare determinati componenti presenti nel materiale vegetale. I cannabinoidi presentano affinità con i grassi, motivo per cui gli oli vegetali vengono comunemente utilizzati come veicolo in questo tipo di preparazioni. Il risultato non deve essere confuso con gli estratti concentrati ottenuti tramite solventi né con gli oli commerciali di CBD che presentano concentrazioni di cannabinoidi conosciute e analizzate.
Ingredienti per preparare l’olio di cannabis
- Materiale vegetale consentito dalla normativa applicabile.
- Olio d’oliva, olio di cocco o altro olio vegetale adatto all’alimentazione.
- Recipiente resistente al calore.
- Colino fine, garza o filtro adeguato.
- Barattolo di vetro pulito con chiusura.
La quantità di olio dipenderà dal volume di materiale vegetale e dal tipo di preparazione desiderata. È preferibile lavorare con quantità moderate ed evitare preparazioni eccessivamente concentrate quando non si conosce con precisione la composizione del materiale utilizzato.
Quando si aggiunge l’olio d’oliva o l’olio di cocco?
Questo era il punto che non risultava spiegato correttamente nella versione precedente della nostra ricetta. L’olio d’oliva o l’olio di cocco costituisce la base dell’infusione e, pertanto, deve essere aggiunto durante la fase di infusione del materiale vegetale. Non viene aggiunto dopo l’evaporazione dell’alcol e non fa parte di un processo di estrazione con solventi. In una ricetta di olio infuso, l’olio vegetale e il materiale preparato rimangono insieme durante una fase di riscaldamento controllato per favorire il trasferimento dei componenti liposolubili verso la fase grassa.
Preparazione preliminare del materiale vegetale
In molte ricette viene effettuata in precedenza una fase termica conosciuta come decarbossilazione. Durante questo processo, determinati cannabinoidi inizialmente presenti in forma acida possono trasformarsi per effetto del calore. La composizione finale dipende da numerosi fattori: varietà vegetale, stato di conservazione, contenuto iniziale di cannabinoidi, durata, temperatura e caratteristiche del prodotto di partenza. Per questo motivo, una preparazione domestica non permette di conoscere con precisione la concentrazione finale senza un’analisi di laboratorio.
Come realizzare un’infusione nell’olio
Una volta preparato il materiale vegetale, viene mescolato con l’olio d’oliva o l’olio di cocco scelto. L’obiettivo è effettuare un riscaldamento delicato e controllato, evitando temperature eccessive e mescolando periodicamente per favorire una distribuzione uniforme. L’olio non deve bollire né essere esposto direttamente a una fiamma. Quando si lavora con qualsiasi preparazione alimentare a base di olio, è consigliabile utilizzare recipienti adeguati, controllare la temperatura ed evitare il surriscaldamento. Terminata l’infusione, si lascia intiepidire la miscela prima di procedere alla filtrazione.
Filtrazione dell’olio
Il passaggio successivo consiste nel separare i residui vegetali dall’olio utilizzando una garza, un colino fine o un sistema di filtrazione adeguato. La filtrazione deve essere effettuata con attenzione per ridurre la quantità di particelle vegetali presenti nel prodotto finale. Non è necessario utilizzare alcol in questo procedimento. L’olio vegetale impiegato fin dall’inizio costituisce direttamente la base del prodotto finito.
Come conservare l’olio di cannabis
Una volta filtrato e raffreddato, l’olio può essere conservato in un recipiente pulito, chiuso e preferibilmente in vetro scuro. L’esposizione prolungata alla luce, al calore e all’aria può favorire la degradazione degli oli vegetali e di diversi componenti presenti nella preparazione. È consigliabile mantenere il recipiente correttamente identificato e fuori dalla portata di bambini e animali. Se l’olio presenta un odore insolito, cambiamenti evidenti nell’aspetto o segni di deterioramento, non deve essere utilizzato.
Olio d’oliva o olio di cocco: quale scegliere?
L’olio d’oliva è una scelta comune perché è facile da reperire, presenta una buona stabilità e può essere utilizzato in numerose preparazioni culinarie. Apporta inoltre un sapore caratteristico che deve essere considerato in base all’utilizzo previsto. L’olio di cocco contiene una percentuale elevata di grassi saturi e presenta una consistenza diversa a seconda della temperatura ambiente. Questa caratteristica lo rende pratico per determinate ricette o preparazioni cosmetiche. La scelta tra i due dipende principalmente dall’utilizzo previsto, dalla consistenza desiderata, dal gusto e dalle preferenze personali.
Differenza tra olio infuso ed estrazione con alcol
È importante non confondere questi due procedimenti. Un olio infuso utilizza direttamente un grasso vegetale come veicolo. Un’estrazione con etanolo o altri solventi implica invece la separazione di determinati composti dalla pianta tramite un solvente e, successivamente, la rimozione di tale solvente. Questa seconda tecnica richiede molte più precauzioni. I vapori dell’alcol possono incendiarsi in presenza di fiamme, scintille, resistenze elettriche o altre fonti di accensione. Per questo motivo, presso Hydroponics Blanes, non consigliamo di effettuare in casa evaporazioni di etanolo o alcol isopropilico. Non consigliamo neppure di utilizzare alcol isopropilico in preparazioni destinate all’ingestione. Quando una preparazione richiede un’estrazione con solventi e la successiva eliminazione del solvente, deve essere realizzata con attrezzature adeguate e mediante procedure professionali.
È possibile preparare olio di CBD in questo modo?
È importante distinguere tra un olio vegetale infuso fatto in casa e un olio di CBD commerciale con una concentrazione determinata. In una preparazione domestica non è possibile sapere quanti milligrammi di CBD, THC o altri cannabinoidi contiene ogni millilitro senza effettuare un’analisi. I prodotti commerciali correttamente analizzati permettono di conoscere la concentrazione indicata dal produttore, mentre un’infusione casalinga può presentare variazioni significative anche utilizzando apparentemente la stessa quantità di materiale vegetale.
Precauzioni nella preparazione dell’olio di cannabis
La preparazione deve essere sempre effettuata nel rispetto della legislazione applicabile in ciascun Paese e utilizzando esclusivamente materiali legalmente consentiti. È inoltre importante ricordare che una preparazione domestica presenta una concentrazione sconosciuta di cannabinoidi. Per questo motivo, non deve essere utilizzata come sostituto di trattamenti medici né le devono essere attribuite proprietà terapeutiche senza validazione sanitaria. Le persone che assumono farmaci, sono in gravidanza, hanno patologie diagnosticate o desiderano utilizzare prodotti con CBD o cannabinoidi per motivi di salute dovrebbero consultare preventivamente un professionista sanitario.
Domande frequenti sull’olio di cannabis fatto in casa
In quale momento si deve aggiungere l’olio?
L’olio d’oliva, l’olio di cocco o un’altra base vegetale viene aggiunto durante la fase di infusione. Non deve essere aggiunto dopo un’evaporazione dell’alcol in questa ricetta, perché il procedimento descritto non utilizza solventi.
È necessario utilizzare etanolo?
No. Per preparare un olio vegetale infuso non è necessario utilizzare etanolo né alcol isopropilico. L’olio stesso funziona come mezzo di estrazione dei componenti liposolubili.
Posso lasciare evaporare naturalmente l’etanolo?
Non consigliamo questo procedimento in un ambiente domestico. L’etanolo produce vapori infiammabili e un accumulo di vapori può creare un rischio d’incendio in presenza di una fonte di accensione.
Come posso sapere quanto CBD contiene l’olio?
Non è possibile determinarlo con precisione basandosi esclusivamente su una ricetta casalinga. Per conoscere la concentrazione reale di CBD, THC e altri cannabinoidi è necessario effettuare un’analisi del prodotto finale.
Dove devo conservare l’olio una volta terminato?
Dopo la filtrazione, l’olio deve essere conservato in un barattolo pulito e ben chiuso, protetto dalla luce diretta e dalle fonti di calore. I recipienti in vetro scuro sono particolarmente pratici per questo tipo di conservazione. Preparare olio di cannabis fatto in casa tramite un’infusione in olio d’oliva o di cocco permette di comprendere meglio il funzionamento di questo tipo di preparazione senza ricorrere a solventi infiammabili. L’aspetto più importante è distinguere chiaramente un’infusione vegetale da un’estrazione concentrata e operare sempre nel rispetto del quadro normativo applicabile.
